Gli Spazi del Cuore

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Hero, Zhang Ymou (2002)
view post Posted on 6/5/2009, 17:44Quote
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Stefano

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 18:23


Un film visto pochi giorni fa, che mi ripromettevo di consigliarvi, se apprezzate il genere. Avverto che potrebbe risultare indigesto a chi non mastica niente di filosofia orientale o arti marziali (ma quelle fatte seriamente).

Alla fine mi sono deciso, ispirato dal video, qui riproposto, che è tutta l'essenza del guerriero. Ringrazio per l'input la scuola Ttang, del m° Saverio Ferri, che frequento da pochi mesi, ma che mi ha permesso di riprendere un mio interesse interrotto, ahimé, per circa tre anni.



(Da Mymovies) Possente, iperrealista, figurativo, saturo di colori. Hero, recentemente tornato a mani vuote dagli Oscar, è il personalissimo omaggio di Zhang Yimou al genere wuxapian.
La storia, ambientata nella Cina di 2000 anni fa, divisa in sette regni, racconta delle gesta di Senzanome, interpretato da un Jet Li finalmente convincente dopo una troppo lunga serie di ottusi film americani. L'eroe del titolo che, tramite flashback, racconta al re di Qin, futuro imperatore, come sia riuscito a sgominare i sicari che lo stesso re gli aveva sguinzagliato contro: Spada spezzata, Neve volante e Cielo (traduzione letterale).
Se "La Tigre e il Dragone" aveva stupito molti per la bellezza coreografica dei combattimenti, Hero ridefinisce uno standard per questo tipo di produzioni: le sfide tra gli eroi sono vere e proprie danze con i contendenti immersi in scenari favolistici. Ogni battaglia ha un suo stile preciso ed un suo colore dominante. L'attenzione che il regista pone al particolare è maniacale: alcune scene sono persin soffocanti per un gusto che eccede spesso nel barocco come la sequenza iniziale col combattimento "acquoso" tra Li e Leung e quello tra le prime donne Ziyi e Cheung immerso in una pioggia di foglie dorate.
Difficile descrivere a parole la leggerezza, la soavità ed al tempo stesso la violenza e la asprezza delle battaglie di gruppo che, per maestosità e pathos, superano anche l'assedio al fosso di helm d Il signore degli anelli.Tutto in Hero è ridondante: le scenografie, i costumi, la musica. I colori, sempre importanti nella filmografia del regista, qui diventano veri e propri protagonisti al pari degli attori. Gli interpeti sono fenomenali ed il cast di all-stars mantiene le promesse. Oltre al tonico Jet Li completano il quadro Maggie Chung, Donnie Yen, Zhang Ziyi e Tony Leung: praticamente il meglio del cinema made in Hong Kong contemporaneo. Esercizio di stile o nuovo capolavoro del regista? Indubbiamente non è un film per tutti ed il ritmo sincopato del film non aiuta la "digeribilità" dello stesso da parte dei non appassionati del genere. Alcune sequenze sono talmente esagerate da apparire paradossali e dietro l'angolo c'è sempre il rischio del comico involontario. Ma proprio l'esagerazione consapevole, il non voler utilizzare semitoni e l'acuta analisi che svolgono, in maniera diversa, i protagonisti sulla guerra e sul ruolo "pacificatorio" che la stessa può avere (temi drammaticamente attuali) rendono Hero un'esperienza indimenticabile.






SCHEDA DEL FILM (Mymovies)


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